Il lungo weekend di paura di Monti
Nella giornata in cui la Merkel ha dichiarato al Bundestag che la sfida che attende l’Italia è enorme, poiché “è responsabile del suo futuro e di quello dell’Europa”, il presidente del Consiglio Mario Monti inizia quello che il Foglio ha definito un tranquillo weekend di paura. Monti infatti intavolerà domani mattina il giro di consultazioni per discutere della manovra in arrivo lunedì prossimo in consiglio dei ministri con i segretari dei partiti che sostengono il governo. Leggi - Pretattiche multiple, dentro e fuori il Palazzo, prima del Cdm della verità - Leggi - Un tranquillo weekend di paura, poi arriva la riforma delle pensioni - Leggi - La “macelleria” e i numeri magici - Leggi - Tutte le mosse del preside - Guarda Qui Radio Londra Se il governo farà le riforme vuol dire che il sistema non funziona
13 AGO 20

Nella giornata in cui la Merkel ha dichiarato al Bundestag che la sfida che attende l’Italia è enorme, poiché “è responsabile del suo futuro e di quello dell’Europa”, il presidente del Consiglio Mario Monti inizia quello che il Foglio ha definito un tranquillo weekend di paura. Monti infatti intavolerà domani mattina il giro di consultazioni per discutere della manovra in arrivo lunedì prossimo in consiglio dei ministri con i segretari dei partiti che sostengono il governo. Da Angelino Alfano per il Pdl, passando per Pierferdinando Casini per l’Udc a Pierluigi Bersani per il Pd, il premier dovrebbe scoprire alcune carte.
Chi domenica mattina terrà stretto a sé il punto, saranno le parti sociali, convocate per le 9 e 30. I sindacati non sembrerebbero accettare alcun bluff sul pacchetto economico, pensioni comprese, che il governo intende varare. Dopo lo stop della Cgil nei giorni scorsi, è arrivato oggi l’ammonimento della Cisl. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni infatti ha delineato la posizione del sindacato, spiegando che è necessario fare delle parti sociali un interlocutore reale perché si sta “parlando di problemi di milioni di persone”, problemi delicatissimi che “hanno bisogno di una giustificazione per qualsiasi soluzione si intraprenda”.
Bonanni ha ribadito la presa d’atto dell’eventualità di andare incontro a “soluzioni rigorose”, ma a patto che ogni decisione sia sorretta “da equità”. Il segretario della Cisl si rivela perplesso sull’eventuale ricorso allo sciopero per bloccare il piano Fornero: “c'è chi protesta e chi decide e poi in mezzo ci sono i pensionandi che sopportano una mazzata che non hanno mai ricevuto così forte. Noi a questo scenario non ci stiamo - ha concluso - siamo per trovare responsabilmente soluzioni”. Rien ne va plus?
Chi domenica mattina terrà stretto a sé il punto, saranno le parti sociali, convocate per le 9 e 30. I sindacati non sembrerebbero accettare alcun bluff sul pacchetto economico, pensioni comprese, che il governo intende varare. Dopo lo stop della Cgil nei giorni scorsi, è arrivato oggi l’ammonimento della Cisl. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni infatti ha delineato la posizione del sindacato, spiegando che è necessario fare delle parti sociali un interlocutore reale perché si sta “parlando di problemi di milioni di persone”, problemi delicatissimi che “hanno bisogno di una giustificazione per qualsiasi soluzione si intraprenda”.
Bonanni ha ribadito la presa d’atto dell’eventualità di andare incontro a “soluzioni rigorose”, ma a patto che ogni decisione sia sorretta “da equità”. Il segretario della Cisl si rivela perplesso sull’eventuale ricorso allo sciopero per bloccare il piano Fornero: “c'è chi protesta e chi decide e poi in mezzo ci sono i pensionandi che sopportano una mazzata che non hanno mai ricevuto così forte. Noi a questo scenario non ci stiamo - ha concluso - siamo per trovare responsabilmente soluzioni”. Rien ne va plus?
Leggi - Pretattiche multiple, dentro e fuori il Palazzo, prima del Cdm della verità - Leggi - Un tranquillo weekend di paura, poi arriva la riforma delle pensioni - Leggi - La “macelleria” e i numeri magici - Leggi - Tutte le mosse del preside - Guarda Qui Radio Londra Se il governo farà le riforme vuol dire che il sistema non funziona